Italia Europa: la discesa dello spread e riflessioni sulla crescita

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La discesa dello spread sotto l’area dei 200 punti è la notizia positiva commentata dal Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni con una nota diffusa dall’Ufficio Stampa del Tesoro, è il minimo registrato dall’inizio del 2013 quando la differenze tra soread e rendimento segnava il rischio del collasso economico del Paese, oggi ci troviamo ad un rendimento decennare sotto il 4%, dal 2011 non si registrava un dato così positivo del valore di soglia psicologica.

Secondo il Ministro significa che i mercati apprezzano l’operato del governo, la ritrovata stabilità dei conti pubblici, il mantenimento dell’equilibrio finanziario e le riforme avviate sia in campo istituzionale che economico e aggiunge anche “pur mantenendo la dovuta cautela suggerita dalla volatilità dei mercati, possiamo essere più fiduciosi perché le prime indicazioni sono favorevoli. Le previsioni che avevamo descritto nella Nota di Aggiornamento al Def si stanno attuando.Di particolare rilievo è il dato sui rendimenti, sotto il 4%”.

Segnali di ripresa si registrano anche in Europa e i due commissari europei Viviane Reding e Olli Rehn esprimono in un editoriale di un importante quotidiano tedesco, l’Hanselsblatt”, le diverse posizioni per sostenere la crescita dell’economia europea e delle riforme che devono accompagnare il processo di ripresa. Il primo dato rilevato dai due rappresentanti europei è il cambio di tendenza sui dati occupazionali, Irlanda e Portogallo hanno registrato un aumento dei contratti lavorativi e negli altri paesi diminuiscono i licenziamenti per crisi economica.

E’ un momento congiunturale dell’Europa e dell’economia globale che va guidato e considerato con attenzione perché la crisi economica che ha causato l’impoverimento delle vecchie aree economiche è soprattutto sistemica. I due vicepresidenti sottolineano come le riforme strutturali debbano soprattutto riguardare il sistema bancario che deve funzionare bene per promuovere investimenti e finanziamenti e deve essere sostenuto dall’Unione Bancaria che protegge le banche solide da future crisi e le sostiene nel processo di finanziamento per investimenti, crescita e occupazione.

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