Euro ai minimi sullo yen, ecco perchè

L‘euro si è posizionato su livelli minimi da oltre 2 anni e mezzo nei confronti dello yen. Un posizionamento non casuale, e che non può essere rapidamente ascritto alla necessità di ricorrere alla valuta giapponese quale “bene rifugio” cui attingere in tempi di incertezze quali quelle attuali.

A fungere alla nuova evoluzione riscontrata sul mercato dei cambi sono infatti anche le crescenti attese di nuovi stimoli monetari a marzo da parte della Bce e, dall’altra parte, maggiori dubbi sulla possibilità che la Banca del Giappone possa portare i tassi in territorio ancora più negativo, o espandere l’area dei depositi delle istituzioni finanziarie interessata da rendimenti al di sotto dello zero.

Ad ogni modo, nessuna certezza sembra sussistere sul futuro. Anche perchè, a toccare il sentimento dei correntisti giapponesi, sta emergendo il timore che le banche prima o poi possano espandere i tassi di interesse negativi sui conti privati: un cambiamento che, a livello psicologico e pratico, potrebbe avere gravi ripercussioni sul territorio nipponico, dove è palese la convinzione che i rendimenti zero che le banche offrono ai propri clienti non siano già sfociati in rendimenti “sottozero” solo a causa del timore di una concorrenza esercitata da operatori non tradizionali.

Tali timori, ora estesi non più solo agli investitori, quanto anche ai correntisti, hanno parzialmente minato le credibilità sulle mosse del governatore Boj Kuroda, che ora potrebbe fare molta più fatica per poter far applicare le nuove iniziative utili per fronteggiare una situazione tutt’altro che semplice.

Insomma, il futuro del cambio euro-yen non è facilmente prevedibile, e nulla lascia presagire che la profonda discesa che si è avuto modo di sperimentare nelle scorse settimane, non possa proseguire ancora per un pò di tempo. O, almeno, fino a quando le azioni Boj verranno rese più palesi…

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