Nuova fase di resistenza per il dollaro, correzione per l’euro

euro-yenI dati macro USA, pubblicati nelle ultime ore (e soprattutto le vendite al dettaglio e i prezzi alla produzione) hanno dimostrato che gli elementi statistici sono stati più deboli delle attese. Nonostante ciò il dollaro – a parte un breve modesto calo – non ne è stato penalizzato, ed ha presto messo a segno un recupero integrale di quanto perso nella settimana scorsa.

Per comprendere se la resistenza del dollaro possa essere o meno duratura, bisognerà attendere ancora un po’. Oggi ad esempio sarà la volta dell’inflazione di marzo, attesa in salita: salvo delusioni il dollaro dovrebbe riuscire a consolidare. Maggiore attenzione dovrà tuttavia essere riposta ai dati di domani, sicuramente più importanti: saranno pubblicate le prime indagini del mese di aprile: indice Empire e fiducia dei consumatori.

Di contro, l’euro ha iniziato a correggere: la flessione delle sue quotazioni è partita sui dati di produzione industriale dell’area, risultati più negativi delle attese. La stima finale dei dati di inflazione dell’area appena pubblicati ha mostrato invece una revisione al rialzo del tendenziale di marzo da -0,1 per cento a 0,0 per cento, in aumento dal -0,2 per cento di febbraio. Un dato abbastanza positivo, ma non tale da permettere all’euro che recuperi il calo di ieri.

Più sul medio termine, riteniamo di mantenere invariate le valutazioni sulla prossima forza del dollaro, che dovrebbe recuperare ampio terreno nei confronti della valuta unica europea man mano che diverrà più chiara l’intenzione della Federal Reserve di alzare i tassi di interesse di riferimento. Considerato che ad aprile non dovrebbe farsi nulla in tal senso, riteniamo di riporre maggiori speranze nei confronti del FOMC di giugno, un mese che sarà ricchissimo di appuntamenti per tutti i trader.

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