Licenziamento previsto anche per furto “minimo”

entrepreneur-696966_960_720Un recente sentenza del tribunale di Bari (la n. 689 del 2016) ha stabilito che è legittimo il licenziamento di quel dipendente che ruba anche solo tre litri di carburante dal mezzo di servizio. Per il giudice, infatti, oltre alla tenuità del danno patrimoniale, è opportuno ricordare come la condotta del dipendente abbia compromesso in maniera irreversibile il rapporto fiduciario che esiste tra il datore di lavoro e il proprio dipendente, mettendo pertanto in dubbio la correttezza dei futuri adempimenti.

Nella fattispecie, la vicenda riguarda un conducente di un pulmino che accompagna disabili. Il dipendente ha prelevato tre litri di carburante dal mezzo di servizio per poter rifornire un proprio mezzo privato. Dopo la condanna avvenuta in sede penale, la società ha scelto di licenziare l’autista. Il quale ha però contestato l’illegittimità del licenziamento, e ha richiesto al giudice il reintegro nel posto di lavoro.

Il giudice del lavoro ha però respinto la domanda. Il dipendente allora ha proposto opposizione rivolgendosi al Tribunale di Bari. Il giudice del Tribunale ha confermato il licenziamento, stabilendo che la gravità della condotta del lavoratore è tale da ledere la fiducia del datore rispetto alla correttezza dei successivi adempimenti, in un’ottica di positiva prosecuzione del rapporto di lavoro.

Per supportare la propria decisione, il giudice ricorda la norma per cui va incontro alla sanzione disciplinare della destituzione il dipendente il quale, scientemente, si appropri di materiale spettante a un’azienda. Ulteriormente, appare di rilevanza ricordare che, secondo il giudice, il prelievo del carburante, pur essendo limitato, ha comunque giustificato l’irrogazione della massima sanzione disciplinare perché non si può convenire, nel caso specifico, circa la sproporzione tra fatto addebitato e sanzione erogata.

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