Lavoro, assentarsi per assistere l’animale domestico malato

Ci si può assentare dal luogo di lavoro per poter assistere il proprio animale domestico malato? È probabilmente troppo presto per saltare a facili conclusioni, ma intanto a Roma si è aperta una breccia che fa discutere: una donna, Anna, impiegata all’Università La Sapienza di Roma, ha infatti ottenuto un permesso per poter assistere il suo cane malato, un setter di 12 anni.

Inizialmente la donna aveva ricevuto un rifiuto dall’Università, ma dinanzi al “no” non si è arresa e ha chiesto aiuto alla LAV (Lega Anti Vivisezione), riuscendo così ad avere giustizia e ottenere i due giorni di permesso retribuito di cui aveva fatto domanda.

In sostanza, i giudici hanno riconosciuto che anche la malattia di un animale domestico può rappresentare un “grave motivo familiare e personale” e, di conseguenza, è elemento utile per poter configurare il diritto di chiedere ed ottenere un permesso retribuito dal lavoro.

Molto soddisfatta è la LAV, che spera ora che il caso della signora romana possa costituire utile precedente. Il presidente Gianluca Felicetti, intervistato dai quotidiani, ha infatti specificato come chiunque, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, potrà dunque citare questo importante precedente che ha aiutato la signora nella vertenza, e che ha costituito un nuovo passo in avanti “che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono, a tutti gli effetti, componenti della famiglia”.

Peraltro, in questo modo – prosegue Felicetti – la legge potrebbe trattare gli animali domestici come membri della famiglia a tutti gli effetti, regolando gli ambiti tuttora scoperti, ed evitando che siano pertanto i giudici a scrivere le regole.

Non ci resta che comprendere se vi saranno ulteriori novità in questo campo, certi che non tarderanno ad arrivare le manifestazioni di interesse.

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