Investire nelle banche conviene (o no?)

forex-trading-onlineInvestire nelle banche, in questo 2016 particolarmente aleatorio e volatile, conviene veramente? O è meglio vibrare verso altri lidi, apparentemente più sicuri ma non certo privi di pericoli?

A dare uno sguardo ai bilanci annuali forniti dagli istituti di credito, le impressioni sembrerebbero essere ben in grado di supportare un velato ottimismo sul futuro a breve termine. Tant’è che i dati di bilancio propongono degli elementi che contrastano con il calo dei titoli in Borsa (in alcune ipotesi, veri e propri scivoloni).

Stando ad un’analisi recente di Value Partners, ad esempio, le otto maggiori banche italiane avrebbero registrato lo scorso anno un utile complessivo di 5,8 miliardi di euro, che ben figura rispetto alla perdita di 5 miliardi di euro realizzata nel precedente esercizio, e a quella più ampia, di 22 miliardi di euro, conseguita nel precedente 2013.

Eppure, questa situazione apparentemente solida dai fondamentali di bilancio, contrasta fortemente con i dati dei mercati finanziari. E a niente sono serviti gli altri elementi informativi pubblicati dalle banche – confortanti – relativi al forte calo delle rettifiche e alla riduzione (pur lieve) dei crediti deteriorati.

Sancito quanto sopra, verrebbe da domandarsi, dunque, per quali motivazioni le banche stiano conseguendo un così deludente in Borsa. La ragione sembra essere ascrivibile soprattutto a uno sfavorevole mix determinato dall’introduzione delle norme sul bail-in, il rallentamento della crescita economica negli emergenti, i possibili timori di recessione in alcune delle principali economie mondiali, la crisi di alcune grandi banche, il contestato salvataggio di altre, e così via.

Una situazione certamente non rosea per chi investe negli istituti di credito. Ma, come si è avuto modo di vedere in questi giorni, osservando i significativi rimbalzi, non certo priva di grandi soddisfazioni per chi sa entrare nel momento giusto sull’azionario. E voi che ne pensate?

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