Giappone, dati macro misti e BoJ attendista

volatilitaIn una parte finale della settimana contraddistinta dall’atteggiamento attendista della Bank of Japan, che ha lasciato aperte le porte di settembre per un ulteriore provvedimento – più ingente – di stimolo monetario, val la pena cercare di comprendere quale sia lo scenario macro che nel contempo si è delineato nell’arcipelago nipponico.

In merito, ben difficile fornire un quadro omogeneo: i dati macroeconomici di giugno sono infatti piuttosto misti, con l’inflazione al netto di alimentari ed energia che è rallentata ulteriormente, a 0,4 punti percentuali su base annua, contro 0,6 punti di maggio, mentre l’indice preliminare di Tokio per luglio segna un ulteriore cedimento a 0,3 per cento su base annua. A giugno, la spesa delle famiglie registra una contrazione di – 2,2 per cento su base annua, da 1,1 per cento di maggio. Ancora, le vendite al dettaglio aumentano di 0,2 per cento su base mensile.

Tra le altre voci di conto economico, il tasso di disoccupazione cala a 3,1 per cento da 3,2 per cento, con un incremento della forza lavoro. La produzione industriale sorprende positivamente con una variazione di +1,9 per cento su base mensile, contro una flessione del 2,3 per cento di maggio, con una variazione per il trimestre appena concluso che è nulla rispetto al primo trimestre.

Le proiezioni del METI per luglio e agosto sono infine di aumenti sostenuti (+2,4 pe cento e +2,3 per cento, rispettivamente). I dati segnalano un marginale miglioramento dell’attività, ma non modificano il quadro di quasi stagnazione per il secondo trimestre. Inoltre l’ulteriore calo dell’inflazione preoccupa, anche alla luce della forte riduzione delle aspettative di inflazione vista nell’indagine presso le famiglie degli ultimi mesi – segnalano gli analisti Intesa.

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