Euro, ecco come ha reagito alle parole di Draghi

opzioni-binarieDopo la pubblicazione dei dati negativi di produzione industriale tedesca, l’euro ha subito un lieve rallentamento e una piccola contrazione. Tuttavia, ben presto la valuta unica europea è riuscita a riprendersi, fino a toccare un nuovo massimo oltre quota 1,1450 EUR/USD. Successivamente, l’euro è arretrato di nuovo, indebolito dai dati di produzione spagnoli, anch’essi negativi. Dunque, un andamento oscillatorio, con l’euro che sembra in procinto di poter prendere una strada al rialzo approfittando della momentanea debolezza del dollaro (momentanea: in vista del rialzo di giugno dovrebbe rafforzarsi in maniera significativa), ma non è aiutato, in tale percorso, dalla pubblicazione dei dati macro.

A proposito di elementi che stanno influenzando l’andamento della valuta unica europea, un cenno di riferimento deve essere ricondotto alla pubblicazione del Rapporto Annuale della Banca centrale europea. Nella parte introduttiva del report, infatti, Draghi ha riconosciuto che pur essendo stato il 2015 un anno di ripresa per l’economia dell’area euro, l’inflazione – uno dei principali spauracchi per le politiche gestionali dell’istituto monetario di Francoforte – ha continuato a scendere.

Nel report Draghi ha poi ricordato che le numerose misure di stimolo straordinarie adottate finora dimostrano che la Banca centrale europea non vuole arrendersi di fronte a un’inflazione eccessivamente bassa. Una dichiarazione che molti analisti hanno interpretato come un’indicazione che se necessario la Banca centrale europea sarà disposta ad aumentare ancora lo stimolo, sebbene i margini per nuove politiche si siano ridotti ulteriormente, e sebbene il tutto potrebbe non essere sufficiente a far correggere subito l’euro.

Alla luce di quanto sopra, riteniamo che almeno per il momento l’euro possa continuare a vivere al di sopra della soglia di 1,1400 EUR/USD. Difficilmente la situazione pro-dollaro cambierà nelle prossime settimane, con le possibilità di un rialzo tassi Fed ad aprile che sembrano essere praticamente ai minimi.

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