Dollaro in deprezzamento dopo delusione ISM non-manifatturiero

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euro dollaroLa pubblicazione dei dati dell’ISM non manifatturiero hanno deluso ampiamente nel corso della giornata di ieri, con l’indicatore che nel mese di agosto è sceso da 55,5 a 51,4 punti, per un livello che è il minimo da febbraio 2010. La delusione è stata anche più ampia di quella dell’ISM manifatturiero, riscontrata qualche giorno prima.

Quanto sopra è stato più che sufficiente per generare un significativo deprezzamento del dollaro statunitense, che ha di fatti cancellato il recupero messo a segno dopo il discorso di Yellen a Jackson Hole. I mercati hanno così ulteriormente ridimensionato le attese di un rialzo dei tassi il 21 settembre, quando è in programma il FOMC, ma la partita non è ancora chiusa, essendo la scelta di ritoccare i tassi di riferimento verso l’alto ancora sulle scrivanie dei policy makers.

In tal senso, saranno importanti la lettura questa sera del Beige Book e i dati e discorsi Fed della prossima settimana. Williams ha ribadito che a suo avviso il quadro dell’economia USA rimane positivo e tutte le riunioni sono “vive” per un rialzo, settembre incluso. Un aspetto che la Federal Reserve non deve assolutamente trascurare sono i rischi di squilibri finanziari derivanti da un eccesso di stimolo monetario mantenuto troppo a lungo. Il dibattito interno alla Federal Reserve per la decisione sui tassi questo mese sarà particolarmente acceso.

Più sul breve termine, questa settimana, in assenza di altri spunti rilevanti dall’economia USA, eccezion fatta per qualche discorso Fed (tra cui Rosengren e Kaplan venerdì), il dollaro dovrebbe stabilizzarsi in prossimità dei minimi post-ISM. Dal fronte non-USA abbastanza rilevante per il biglietto verde potrebbe essere la riunione BCE di domani.

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