Dollaro, in attesa del FOMC

dollaro1Il dollaro ha chiuso la scorsa settimana con quotazioni in rialzo rispetto ai livelli precedenti. Tuttavia, il rimbalzo non sembra essere dovuto a novità favorevoli dall’economia USA, quanto più per fattori tecnici post-riunione BCE e pre-riunione della Federal Reserve.

A quanto sopra si aggiunga altresì che i guadagni ottenuti dal dollaro sono già stati erosi tra lunedì e mercoledì, a causa proprio della pubblicazione di dati macro dati USA non incoraggianti, risultati tutti (vendite di case, ordini di durevoli e fiducia dei consumatori) più deboli delle attese.

A questo punto, l’attesa – per quanto non elevatissima – è puntata sull’imminente FOMC. Una riunione del comitato che potrebbe fungere da spartiacque abbastanza importante per il biglietto verde. Le attese unanimi sono per tassi di interesse di riferimento fermi oggi, e il comunicato resterà improntato alla cautela, lasciando intendere che qualsiasi occasione d’ora in poi sarà buona per alzare il livello dei tassi.

Di fatti, dopo la riunione odierna i mercati cominceranno a guardare al prossimo FOMC di giugno e poiché la Federal Reserve con tutta probabilità ripeterà che il timing del prossimo rialzo dipenderà dai dati, il dollaro avrà modo di risollevarsi se/quando questi saranno positivi. Inoltre il dollaro ha fatto una correzione significativa da inizio anno, è in range da un mese e si è riportato sui minimi di ottobre – ricordavano gli analisti ISP.

A margine di quanto esplicitato, il biglietto verde potrebbe risalire già sul FOMC di oggi se la Fed dovesse accennare al fatto che tassi così bassi molto a lungo possono comportare dei rischi soprattutto per la stabilità finanziaria e/o se dovesse indicare che a livello internazionale il quadro è generalmente migliorato.

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