Cosa ne pensano i risparmiatori italiani sul futuro

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strategiaCosa ne pensano i risparmiatori italiani sul proprio futuro? Stando a quanto suggerisce l’Osservatorio Anima Gfk, con rilevazione tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, i risparmiatori italiani si dichiarano meno propensi all’impegno di quanto non fossero sei mesi fa.

In particolare, sottolinea Pierluigi Giverso di Anima, che segue lo studio dal 2012, sulle pagine di CorrierEconomia, “gli attendisti-immobilisti sono una nuova maggioranza relativa, pari al 23% del campione. In questi quattro anni la percentuale degli indisponibili ad investire, per motivi diversi da quello di non avere denaro, non è mai stata cosi alta”.

Realizzato con più di 1.000 interviste tra italiani «bancarizzati» e quindi titolari almeno di un conto corrente, solamente il 13% degli intervistati pensa che la situazione del Paese tra un anno sarà migliorata (nell’ottobre del 2015 era il 21%), il 38% la vede immobile, senza variazioni di rilievo (sei mesi fa era il 36%), mentre i pessimisti “lievi” sono al 17% (erano il 15%), quelli convinti sono il 22% (erano il 16%) e chi non ha un’idea galleggia all’11%. Complessivamente, emerge dunque un peggioramento del sentiment.

Contestualmente, emerge anche la frenata nella scelta degli investimenti possibili segnalati dal totale del campione. Di fatti, in caso di disponibilità solamente il 22% (sei mesi fa era il 27%) sceglierebbe un prodotto finanziario, mentre la casa interesserebbe all’11% (era il 13%) e la liquidità al 4%.

Di contro, è in lieve crescita (53% contro il 51% della volta scorsa edizione) la percentuale di chi si ritiene soddisfatto dei suoi investimenti. Che si tratti o meno di un segnale – piccolo ma tangibile – sul fronte della miglioramento del sistema di vendita e consulenza è probabilmente presto per dirlo.

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