Bper, nessun socio recede dal processo di trasformazione in Spa

Stando a quanto emerso negli scorsi giorni, Bper è uscita dal processo di trasformazione da istituto di credito popolare in società per azioni, senza che alcuno dei soci abbia esercitato il previsto diritto di recesso.

La notizia è stata comunicata dalla stessa banca, ed è la prevedibile conseguenza della valutazione del prezzo di recesso fissato dall’istituto stesso: l’istituto di credito con sede a Modena, infatti, aveva posto la soglia del valore di liquidazione delle azioni oggetto di recesso in 3,807 euro, contro un titolo che vale intorno ai 5,40 euro. Considerata la divergenza di valori, nessuno degli azionisti partecipanti al capitale societario della banca poteva vantare alcuna convenienza a uscire.

Più pragmaticamente, l’assenza di richieste di rimborso gioca favorevolmente alla banca, con Bper che in tal modo potrà evitare di rimanere impantanata nelle secche generate dalla valutazione di legittimità costituzionale delle norme di Bankitalia che limitano la possibilità di recesso.

Ricordiamo infine che nelle scorse settimane l’istituto di credito modenese ha diramato gli esiti degli esami Srep, che hanno evidenziato un livello di Cet 1 ratio pari al 14,47 per cento, ben al di sopra del livello minimo, fissato al 7,25 per cento. Il “cuscinetto” otttenuto potrebbe essere fruito per poter condurre operazioni di natura straordinaria, che possono oscillare da operazioni diconsolidamento (il Creval è sempre nel mirino del management societario) a possibili aumenti delle coperture su crediti.

Il quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore sottolinea altresì che l’assgno azionario dell’istituto di credito negli scorsi giorni ha registrato il rafforzamento all’interno del capitale del gruppo Unipol, che ha incrementato la propria quota acquistando il 5,01 per cento del capitale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *