BCE chiarisce ancora: il rallentamento degli acquisti non è un disimpegno

Ancora una volta, Coeuré della BCE ha spiegato che la riduzione del volume degli acquisti da 80 a 60 miliardi di euro, a partire da aprile 2017, non rappresenta una strategia di uscita “ma solo un aggiustamento” e che “non vi è alcun piano per ridurre gli acquisti a zero”. Il dibattito sulla normalizzazione della politica monetaria non è stato ancora avviato data l’inflazione ancora troppo bassa e l’elevato grado di incertezza.

Ad ogni modo, è palese che il 2017 rappresenterà per la Banca Centrale Europea il territorio utile per poter avviare le negoziazioni su una normalizzazione del proprio scenario e, dunque, l’avverarsi di quella strategia di tapering che era trapelata (ma smentita) già nel corso dell’ultima parte del 2016. La seconda parte dell’anno dovrebbe fornirci ben più di qualche indizio su quel che avverrà da dicembre in poi.

Per quanto concerne intanto gli ultimi dati macro pubblicati in area euro, la stima finale ha confermato il PMI manifatturiero in aumento a dicembre a 54,9 punti da 53,7 punti di novembre. Anche il PMI francese è stato confermato (in netto aumento a 53,5 punti da 51,7 punti di novembre), mentre l’indice tedesco è stato rivisto al rialzo di un decimo (a 55,6 punti da 54,3 punti del mese precedente). La prima lettura dell’indice per Italia e Spagna ha visto anche in questi due casi un aumento, rispettivamente a 53,2 punti da 52,2 punti e a 55,3 punti da 54,5 punti. Nell’ultimo trimestre il livello dell’indice PMI manifatturiero è salito a 54 punti da 52,1 punti ed è ai massimi da aprile 2011. Il dato è coerente con una accelerazione dell’economia dell’area euro tra fine 2016 e inizio 2017, rispetto al modesto 0,3 per cento trimestre su trimestre visto nella parte centrale dello scorso anno.

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